giovedì 15 ott 2009 by Mello |
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quisquilie e pinzillacchere Tags:
versi
Seduto sopra il bordo di un pontile,
le gambe penzoloni a ciondolare
rimando il mio sguardo all’orizzonte
che curva dolcemente, sopra il mare.
L’aria serale densa di salmastro
spira leggera, come una carezza,
e, memore del caldo giornaliero,
trasporta i suoi profumi nella brezza.
Al soave gelsomino dei giardini
si mischiano gli odori d’oltremare:
le esotiche fragranze delle creme
usate per proteggere e abbronzare;
da terra giunge il balsamo dei pini
sì fresco e resinoso al tempo stesso,
confuso con le spezie ed i sapori
dei cibi che l’oceano ha concesso.
La torma dei barbarici turisti
si muove in branco sulla passeggiata
in una bolgia di rumori e spinte
orribili anche a un’anima dannata.
Ma io, beato, sono a tutto alieno
seduto nel mio angolo di cielo
che fisso incantato luna e stelle,
vestendomi dell’aria, come un velo.
Un refolo di vento. Un movimento.
Sopra una guancia, quasi sulla bocca,
il tocco leggerissimo e sensuale
del ricciolo ribelle di una ciocca
sfuggito dalla tua acconciatura.
Mi volto, ormai distratto dal mio mondo,
per ammirar, rapito, il volto tuo,
dolcissimo ed un po’ meditabondo.
La luna ed il lucore dei riflessi
illuminan, mutevoli, il tuo viso
e con lo sguardo perso, là, lontano,
accenni un piccolissimo sorriso
mentre ti giri ad incontrarmi gli occhi
ed il tuo rider si fa più deciso:
che sciocco a non veder che non altrove,
bensì davanti a me c’è il paradiso!
31 Maggio 2008